INACQUA - Centro Medico Piacenza
31 marzo 2014
LA PRIMAVERA: DEPRESSIONE STAGIONALE E ALIMENTAZIONE
31 marzo 2014
La primavera, come tutti sanno, porta con sé grandi cambiamenti climatici: aria più calda, giornate più lunghe, fioritura e quindi colori diversi, profumi, e così via.
Tutto questo, ed in particolare le variazioni di temperatura e di luminosità, incidono, dal punto di vista psicobiologico, sui livelli di serotonina e melatonina prodotte dall’organismo. Questi ormoni influenzano sonno e umore e possono quindi determinare più insonnia e irritabilità, la cosiddetta “depressione primaverile”.
Inoltre, la maggiore attivazione fisica e l’eccitazione indotta dall’aumento di cortisolo e serotonina, vengono interpretate, dalle persone ansiose, come sintomo di agitazione; tale lettura della propria sensazione fisica, aumenta di conseguenza l’ansia stessa. Oltre a queste cause di natura fisica/organica c’è anche un altro motivo, di ordine psicologico e più complessivo: tutti noi tendiamo costantemente ad un equilibrio, ma la persona ansiosa cerca di restare il più possibile indisturbata e tranquilla. Per ottenere ciò, normalmente evita il più possibile le novità, i cambiamenti, gli stimoli che richiedano un riadattamento.
In primavera il clima diviene instabile, un giorno c’è il sole e fa caldo e il giorno seguente piove e fa freddo, e questo mette a dura prova l’equilibrio della persona ansiosa, che deve riadattarsi continuamente a condizioni che mutano, e che si trova a fronteggiare stimoli fisici fastidiosi, soprattutto se tende ad essere molto concentrato sul proprio corpo e alle sensazioni che prova.
Oltre a ciò, persone già di fondo un po “deluse dalla vita” trovano molto difficile accettare i cambiamenti positivi che la primavera, metafora della rinascita della natura, porta con sé, tendendo così ad incupirsi e intristirsi ancor più.
E’ possibile migliorare questi stati d’animo con l’alimentazione. E’stato, infatti, evidenziato che la carenza di ferro, zinco e selenio può influire negativamente sulla depressione.
Il ferro è contenuto principalmente nella crusca di grano, nelle frattaglie ma anche nelle cozze e nel cacao. (tab.1)
Tab. 1 Contenuto in ferro di alcuni alimenti













Lo zinco contenuto carni, uova, pesce, latte e derivati, cereali, sembra sia coinvolto nel modulare la trasmissione degli impulsi e che agisca come neurotrasmettitore. La sua carenza provoca disturbi dell’umore. Il selenio sembra essere un elemento molto importante nelle funzioni cerebrali, infatti in stati carenziali il cervello trattiene il selenio a spese di altri organi.
Alcuni studi hanno evidenziato che una dieta povera di selenio aumenti i casi di depressione, al contrario i pazienti trattati con dieta a contenuto elevato di questo minerali presentano casi di depressione ridotti.
Gli alimenti più ricchi di selenio sono le frattaglie e i pesci, seguono carni e cereali e prodotti lattiero caseari. La frutta e le verdure presentano un contenuto variabile in rapporto al terreno di coltivazione, ma comunque basso.
Anche una carenza di acido folico (tabella 2) può provocare disturbi dell’umore. In primavera è, quindi, importante che questa vitamina sia presente nella nostra dieta.
Tabella 2



















Anche la vitamina C pare avere un ruolo importante nel modulare gli sbalzi d’umore.
Questa sostanza è largamente diffusa negli alimenti di origine vegetale; particolarmente ricchi sono gli agrumi, i kiwi, i peperoni, i pomodori e gli ortaggi a foglia verde.

Testo redatto a cura della Dietista Monica Maj e della Psicoterapeuta Alberta Anaclerio